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Papa Gregorio e il vino di Lanuvio L'attrattiva maggiore di Lanuvio è certamente il vino, quello DOC dei Colli Lanuvini. A proposito del quale cogliamo qui l'occasione per gettare nuova luce sulle cronache vaticane. Infatti per ben tre volte un papa, Gregorio XVI, fece visita a Lanuvio. Quando un papa si muove, salvo rarissime eccezioni, deve pure avere dei validi motivi. Quale motivo aveva Gregorio XVI per venire addirittura a Lanuvio, nel 1833, 1834 e 1836?
Gaetano Moroni, cameriere segreto del pontefice ed autore del monumentale "Dizionario di erudizione Storico-Ecclesiastica", racconta che la prima volta che venne per ammirare alcuni scavi archeologici, ma non sorvola sul fatto che fece visita al Cardinale Frezza, nativo del luogo. Nella sua casa il papa gradì un lauto trattamento, vale a dire una cena con tanto di vino. Anche nell'anno seguente papa Gregorio fece tappa a casa del cardinale Frezza e non mancò un rinfresco approntato per l'occasione. La scena si ripeté nuovamente nel 1836, quando al termine di una cerimonia pubblica, sempre a casa del cardinale Frezza, il papa si compiacque di una refezione.
Ora sappiamo che la famiglia Frezza possedeva molte vigne, dalle quali usciva dell'ottimo vino. Se dobbiamo dare retta a quelle malelingue che sostengono che Gregorio XVI Cappellari fosse stato in vita un grande amante del vino, riusciamo a capire meglio per quale ragione si scomodò per tre volte per visitare un borgo che ai suoi tempi contava a malapena ottocento anime.
La tradizione orale lanuvina ha tramandato uno scambio di battute avvenuto tra Gregorio XVI ed il cardinale Frezza. Appena entrato nell'abitazione del Frezza, in occasione della visita del 1833, che avvenne senza preavviso, Cappellari si sentì dire da un Frezza piuttosto imbarazzato: "Vostra Santità perdonerà di essere accolta in un simile ovile". Per nulla turbato il pontefice, che in cuor suo forse già pregustava il vino, replicò prontamente: "Non conta nulla l'ovile, basta che sia bravo il pastore."
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