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| Itinerari - Coste del lago ALBANO | |
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Somma
dislivelli: Durezza
media: Punto
di osservazione ai: Attrezzatura consigliata: |
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Descrizione del percorso La più antica testimonianza sul Romitorio di S. Angelo in Lacu risale ad una bolla papale del 24 aprile 1116. Nel 1282 il Cardinale Savelli lo restaurò e lo destinò a padri Guglielmini, di Montevergine. Il Romitorio così fu abitato fino al 1600 circa, anno nel quale risulta che un certo frate Mauro trasportava i frutti coltivati dai Padri alla mensa pontificia di Castel Gandolfo. Nel 1773 il Cardinale Colonna diede ordine all'esercito pontificio di distruggere S. Angelo in Lacu poichè, ormai abbandonato, era diventuto dimora ed asilo di malfattori della zona. Tra le rovine del Romitorio, che incldono varie cavità artificiali, vi sono i ruderi di un campanile ed i resti di una cappella duecentesca oltre ad un arco scavato nella roccia all'interno del quale sono ricavati dei sedili ove ci si appartava a meditare. Riprendendo il cammino ci si inerpica per circa 850 metri passando di lato a piccole opere di captazione di sorgenti, per sbucare infine sullo stradello dei Cappuccini a quota 525 metri. Svoltando a sinistra, dopo circa 145 metri, si raggiungerà il convento di Palazzolo (quota 535 metri). Il convento di S. Maria di Palazzolo (prime notizie nel XIII sec.) sorse sulle rovine di una villa romana. Subì un successivo periodo di decadenza e nel 1629 il cardinale Girolamo Colonna, approfittando dello stato di rovina, vi costruì una magnifica vlla, finita, poi, anche essa in rovina. Nel 1735-39 il complesso venne ricostruito da padre Giovanni Fonseca di Evora. Oltrepassando di poche decine di metri il convento sarà possibile vedere, a destra sul costone, il sepolcro rupestre, con la facciata monumentale scolpita nella roccia e caratterizzata dai 6 fasci littori che inquadrano una sella curile. Questa rappresentazione la qualifica come tomba consolare attribuita a Gneo Cornelio Scipione Hispalo morto nel 176 a.C. Il palazzo anteriore del convento dispone di un eccellente belvedere che rappresenta il significativo punto di osservazione di questo percorso. Consente di spaziare ampiamente sul sottostante lago e sulla sua costa occidentale, sovrastata dall'abitato di Castel Gandolfo, caratterizzato dall'evidente residenza papale. Da questo luogo riprende il cammino di ritorno, lungo lo stradello dei Cappuccini. Costeggeremo, dapprima, delle ampie grotte naturali che nei tempi recenti, secondo notizie di cronaca, sembra che abbiamo anche dato ospitalità a riti satanici. Superati i bottini di presa ed i manufatti di servizio dell'acquedotto potabile del comune di Albano e zone limitrofe, fiancheggeremo, per lunghi tratti, i resti dell'antico acquedotto romano, in cunicolo, che all'epoca riforniva la cittadella militare "Castra Albana" oggi Albano Laziale. E' percorrendo ancora circa 3,400 Km lungo il comodo stradello che, in tutta tranquillità, si fa ritorno ai Cappuccini, luogo di partenza. Vedere anche Lago Albano |
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